
Parlare di una comunità in festa è forse improprio, perché la festa è velata di malinconia, quando ci si ritrova per salutare i frati che lasciano un convento per altre destinazioni. Eppure fa parte della loro vita secondo la Regola, e come lo accettano loro in spirito di obbedienza lo deve accettare anche la comunità nella quale per sei anni hanno esercitato il loro ministero. Chi va e chi viene,,,

Così è con un po’ di amarezza che la parrocchia dell’Immacolata si è stretta intorno ai “suoi” frati, P. Simone, P. Federico, P. Cesarino, che entro il mese di settembre devono lasciarla per andare dove i superiori li hanno destinati: Cesarino a Pisa, Federico a Firenze, Simone a Roma per un progetto interprovinciale.
Uno sguardo al cielo

Nel saluto finale rivolto alla comunità, P. Simone ha ricordato la Regola: “I frati non si approprino di nulla… e come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo il Signore in povertà e umiltà vadano per l’elemosina con fiducia”. Ed ha ricapitolato questi sei anni di servizio all’Immacolata e a Piombino sul filo della memoria.
Pellegrini e forestieri

“Sei anni fa… partenza in salita. Sotto scrosci di temporali e raffiche di vento arrivò il gruppetto di frati che, unendosi a P. Pietro, avrebbe costituito la nuova fraternità: F. Federico parroco (con la sua aria un po’ mistica, provenendo dalla Verna dove aveva svolto il suo servizio di Maestro dei Novizi), F. Cesarino e io. Tutti pronti alla linea di partenza, con programmi e priorità nella testa.
Se non che il cielo si aprì… anzi, si aprì il tetto! E la vita si ribaltò.
Una bella voragine nel tetto della chiesa era un invito a guardare di più verso il cielo. A cercare in modo completamente nuovo la volontà di Dio e come servire questa terra, questa chiesa, la gente, la città.

Pellegrini e forestieri: cercando altri spazi per celebrare la fede, per accompagnare ragazzi e adulti a conoscere il Signore ed accogliere la sua grazia. Guardare meglio verso il cielo… per stare accanto a chi si sposava, a chi portava un bambino al fonte battesimale, a chi piangeva un familiare defunto e a chi chiedeva ascolto e il perdono di Dio.
Qui all’Immacolata e anche un po’ più in là, verso S. Bernardino e S. Maria della Neve, pellegrini e forestieri… con la gioia di guardare sempre verso il cielo… e con il conforto di avere attorno delle mani (le vostre) strette in cordata.
Guardare il cielo… anche quanto si è trattato di accogliere chi era schiacciato a terra, rimettendo in gioco gli spazi e le risorse che questo luogo ha, con tutto il patrimonio che è la storia di servizio alla vita fragile e ferita. E quindi le prime accoglienze di senzatetto fino ai corridoi umanitari, alle situazioni critiche, di famiglie, adolescenti disabili, smarriti di cuore. Tutto questo grazie alla vostra partecipazione e al vostro essere comunità”.

P. Simone ha quindi ringraziato per la loro presenza e servizio gli scout, le famiglie che si sono coinvolte in una collaborazione più stretta con il convento, tutti gli altri laici.
“Permettetemi di dire: avete qui una realtà all’avanguardia… E quindi? Avanti! Con lo sguardo verso il cielo… Partiamo con la consapevolezza che qualcosa si è fatto, e molto – moltissimo non c’è entrato di fare! Molto – moltissimo la nostra città ha bisogno di sentir risuonare in tutti gli ambienti la bella armonia del Vangelo. E siamo contenti di passare il testimone a fratelli che stimiamo tanto e delle cui capacità e generosità siamo certi…”.
Passaggio di testimone
Così, il testimone passa veramente ad altri tre frati che sostituiranno Simone, Federico e Cesarino: F. Luca, già noto ai più perché è stato di comunità all’Immacolata fino a sei anni fa; come guardiano P. Francesco Baldini, conosciutissimo nella nostra parrocchia perché piombinese; come parroco P. Lorenzo Gemmi, proveniente da Grosseto dove era parroco, quindi non un novellino in tale ruolo, nonostante la giovane età. La comunità si prepara ad accoglierli con affetto, augurando a chi parte di proseguire serenamente nei nuovi ministeri, a chi arriva di inserirsi con rinnovato impegno nell’ambiente già “dissodato” dai predecessori… e avanti tutta nella Parola del Vangelo!