Lettura continua della Bibbia. Romani: La condizione dei Giudei (cap. 2)

La condizione dei Giudei
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Romani 2 17Ma se tu ti chiami Giudeo e ti riposi sicuro sulla Legge e metti il tuo vanto in Dio, 18ne conosci la volontà e, istruito dalla Legge, sai discernere ciò che è meglio, 19e sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, 20educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché nella Legge possiedi l’espressione della conoscenza e della verità… 21Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi?  22Tu che dici di non commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? 23Tu che ti vanti della Legge, offendi Dio trasgredendo la Legge! 24Infatti sta scritto: Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra le genti.
25Certo, la circoncisione è utile se osservi la Legge; ma, se trasgredisci la Legge, con la tua circoncisione sei un non circonciso. 26Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della Legge, la sua incirconcisione non sarà forse considerata come circoncisione?  27E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la Legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della Legge e la circoncisione, sei trasgressore della Legge. 28Giudeo, infatti, non è chi appare tale all’esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la sua lode non viene dagli uomini, ma da Dio.

La condizione dei Giudei (2,1-29)

Il mondo dei pagani, secondo Paolo, è sotto l’ira di Dio per aver rifiutato di conoscerlo attraverso la bellezza e grandezza delle creature, ma Israele non ha di che inorgoglirsi, perché la condizione dei Giudei è simile. Nel capitolo secondo, infatti, S. Paolo abbatte la superbia di coloro che si ritengono migliori degli altri accusandoli degli stessi peccati che essi rilevano negli altri.

I pagani sono cattivi perché adorano gli idoli e gli ebrei sono buoni perché adorano il vero Dio? Non è semplicemente così. Accampare la propria fede nel vero Dio non basta: bisogna anche viverla! Il giudizio sarà sull’amore, non sulla fede (Mt 25,31). Chi arrogantemente si sente detentore della vera dottrina e della vera moralità, si ritiene anche in diritto di giudicare gli altri, quando invece è Dio che giudica secondo il cuore e non secondo l’osservanza di una determinata legge, ma secondo la legge che conosce in cuor suo.

Il vero “Giudeo”, cioè il vero appartenente al popolo di Dio, non è colui che, fisicamente discendente da Abramo, ascolta la Legge, ma colui che la mette in pratica. La vera appartenenza non sta nel segno della circoncisione (nel cristianesimo si direbbe nel battesimo). La vera appartenenza sta nella vita.