Lettura continua della Bibbia. Il Salmo 119: l’alfabeto della preghiera

Salmo 119
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Salmo 119 Alef 1 Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
2 Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
3 Non commette certo ingiustizie
e cammina nelle sue vie.
4 Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
5 Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
6 Non dovrò allora vergognarmi,
se avrò considerato tutti i tuoi comandi.
7 Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
8 Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

Il Salmo 119: L’alfabeto della preghiera

Il Salmo 119 è un colossale salmo sapienziale regolato da un complesso sistema acrostico alfabetico e lessicale. È costituito da 22 strofe di 8 versetti ciascuna, 22 come le lettere dell’alfabeto ebraico in sequenza. La corrispondente lettera dell’alfabeto ebraico non inizia solo la prima parola dei 22 ottonari, ma ciascuno dei 176 vrsetti. Ad esempio, il primo ottonario segnato dalla prima lettera ebraica alefha otto parole, tutte inizianti per alef, che aprono tutti gli otto versetti; otto parole comincianti per bet contrassegneranno gli inizi del secondo ottonario, e così via.

C’è poi un altro elemento, destinato anch’esso a favorire la memoria orientale: in ogni versetto deve essere presente almeno uno degli otto termini con cui si definisce la Legge o Parola di Dio. Essi sono:

  1. Legge (torah)
  2. Parola (davar)
  3. Testimoniana (‘edut)
  4. Giudizio (mishpat)
  5. Detto (’imrah)
  6. Decreto (hoq)
  7. Precetti (piqqudim)
  8. Ordine (miswah).

La Via della Vita

Le 1064 parole del Salmo 119 si condensano, allora, su di un numero abbastanza ridotto di vocaboli martellati con insistenza. Il simbolo dominante è quello della strada /derek) che è sinonimo di vita e di esistenza quotidiana:

105 Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

Non manca nel salmo la tensione a causa dell’incubo delle ostilità, delle tentazioni, delle sofferenze. Ma su tutto domina una grande serenità, un vero e proprio abbandono a questa parola luminosa (vv. 130 e 135), saporosa come il miele (v. 103), più preziosa dell’oro (v. 127).

La sintesi ideale di questo cantico “la cui semplice pronunzia ne rende non necessaria la spiegazione” (Weiser) è nel v. 47: “Gioirò per i tuoi comandi che amo”.

 Scriveva Bonhoeffer:

“Le apparenti ripetizioni sono in realtà aspetti nuovi di una sola e medesima realtà, l’amore per la parola di Dio”.

Infatti la Torahche si canta in questo Salmo sterminato non è semplicemente “la Legge” di Dio, ma più generalmente la sua Parola rivelata, per cui esso si trasforma in uno “specchio del fedele” e in un “alfabeto della preghiera e dell’adesione a Dio”, come è stato scritto. Il parallelismo continuo, che regge tutto il Salmo e che è caratteristico della poesia semitica, rende simile questo “moto perpetuo” della fedeltà jahvista alla musica orientale che ripete ininterrottamente le sue cellule sonore snodandole in una spirale che, pur essendo sgranata su cerchi paralleli, si svolge verso nuovi spazi. La ripetizione diviene assimilazione, ma apre anche alla progressione verso segreti insospettati che solo l’orante e Dio conoscono.