
Salmo 121 1 Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.
3 Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
4 Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.
5 Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
6 Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
7 Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
8 Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.
Salmo 121
Mentre ilsalmo che apre questa raccolta, il Salmo 120, è un canto di angoscia e di supplica (rappresenta la condizione esistenziale di partenza), il Salmo 121 è per eccellenza un canto di viaggio, quello che indica i mezi per l’ascesa: la protezione di Dio. In esso il verbo shamar / cistodire risuona ben sei volte.
È, senza dubbio, un salmo di fiducia, ma lo sfondo è chiaramente liturgico (v. il passaggio dall’io al tu), in un canto alternato di due cori, uno di pellegrini e uno di leviti o sacerdoti, a meno che non si tratti di un dialogo interiore con la propria anima, come nei salmi 42-43, in cui l’orante esorta se stesso a confidare nel Signore, nell’uscire-e-nell’entrare, ora e sempre. Il contesto del pellegrinaggio può aver incorporato la preghiera di un singolo.
Simbologia
Fondamentale è la simbologia somatica, incentrata sugli occhi dell’uomo fissi sui monti e sugli occhi di Dio rappresentati dal suo vegliare instancabile.
Tutti possono dormire ed essere tranquilli, perché Uno non dorme. Perciò anche il piede del fedele non vacilla, la destra del fedele avrà forza e sicurezza.
L’altro paradigma simbolico è quello spazio – temporale, nell’alternanza giorno / notte, sole / luna, entrare / uacire, ora / sempre che scandiscono la vita dell’uomo, mentre il Custode (Shomer) di Israele non è sottoposto ad alternanze o variazioni.
Struttura
Lo schema del salmo pertanto è somato-spaziale (assetto di viaggio).
Gli occhi verso la meta (vv. 1-2)
I monti sono luoghi di culto pagani, perciò la domanda è retorica:
adiutorium nostrum in nomine Domini,
qui fecit coelum et terram
(il v. 2 è entrato nella liturgia cattolica come invocazione).
I piedi in cammino (vv. 3-4)
Il viaggio si compie con la meta davanti agli occhi ed in cuore la preghiera di liberazione dal pericolo.
Dio alla destra (vv. 5-6)
Dio scende dal monte santo, compagno di viaggio come nell’Esodo. Sole e luna sono semplici creature di Dio.
Vita custodita da Dio (vv. 7-8)
È metafora di tutta la vita dell’orante, preservata dal Custode d’israele dal vero pericolo: il male.