
Nel dicembre 1508 si procurano i libri per il coro: ”Et di dare lire una et soldi dua, li quali sono per resto de‘ denari li quali hebbe per comprare le charte per libri del choro” (Ms C f. 113v). Continuano i lavori di rifinitura della chiesa grande, che viene ultimata nel 1509. Il 3 luglio 1509 si fa anche il lastrico:
“Ricordo come Agnolo scarpellino di Fiesole uenne a llauorare qui adi tre di luglio, per fare i lastrico dinançi alla porta della chiesa grande, et per suo salario de‘ hauere ducati dua el mese d‘acordo con frate Cherubino Guardiano; et lauorò dua mesi” (Ms C f. 115v).
Viene fatta la porta; si pone nel Coro il banco del leggio, pregevolmente intarsiato da Piero di Zanobi (Ms C f. 115 v.; 116r; Memoriale f. 2v). Ma prosegue anche l’opera di affrescatura dei medaglioni di Santi e Beati francescani nel Dormitorio del convento a cura di Gerino da Pistoia.
1509: Prosegue l’opera di Gerino da Pistoia

Gerino da Pistoia, assistito dal “garzone” Giovan Battista pistoiese, continua la serie dei Santi e Beati francescani nel Dormitorio del convento, e dipinge un affresco nel Refettorio, forse un Cenacolo (Ms C f. 115 v. – 116 r.; 119r – 119v; Memoriale di cose notabili f. 2 v.; cfr. Pierotti p. 251). Sulla prima campagna di Gerino vedere QUI.

Lo scopo non è decorativo: queste figure di santi umili, missionari, martiri, devono essere di monito ai religiosi che in quelle celle dormono.

L’opera però non è completa, rimangono altri medaglioni da affrescare…
Nello stesso anno il guardiano Cherubino Conzi da Firenze fa rimuovere l’antico cimitero ubicato nel luogo dell’attuale cappella Loddi e fa scalpellare il masso delle Stigmate e riquadrare la cappella “perché fussi più spatiosa”, allo scopo di facilitarne l‟accesso (Mariano p. 86; Miglio p. 113; 128).
Su figure importanti per la Verna di questo periodo, vedere QUI: