Lettura continua della Bibbia. Salmo 118: Lo Chesed di Dio

Lo Chesed di Dio
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Questo cantico di non facile interpretazione è stato oggetto di un numero altissimo di studi che hanno provocato le più svariate intepretazioni. Recitato mentre si mesceva la quarta coppa di vino della Cena pasquale, il Salmo 118 ha certamente alle spalle una genesi liturgica, come testimonia l’intreccio fra solista e coro, forse da connettere alla festa autunnale delle Capanne, commemorazione del soggiorno di Israele nel deserto.

È collegato al Salmo 117 dal motivo centrale dello chesed cioè la benevolenza, l’amore eterno l’amore leale di Dio(118,1-4.29).

Originariamente può essere stato una liturgia di ringraziamento di un individuo per l’amore fedele di Dio che libera dalla morte. la sua struttura è di tipo cultico e può essere ricostruita in modo attendibile; anche le rubriche fanno parte del testo.

Lo Chesed di Dio

Il salmo si sviluppa come un dialogo fra solista e coro nel contesto di una processione verso il tempio. Un’antifona apre e chiude il canto e il rito, una dossologia che lo incornicia:

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

Gli attributi divini che motivano i fedeli alla lode sono il suo essere buono (tôv) e l’essere la sua benevolenza senza fine (chesed le‘ôlam). Le traduzioni oscillano, nel rendere il termine chesed, fra amore e misericordia. Come per il più noto shalom, anche chesed copre una vasta serie di siginficati che è difficile rendere con un solo termine: amore gratuito, pietà, misericordia, grazia… Si può ben dire che il significato è così forte che non si può contenere in una sola parola.

Io lo chiamerei benevolenza, piuttosto che amore come fa la nuova versione Cei: amore in ebraico è ’ahavah, che esprime un generico sentimento di buona disposizione verso un altro. Misericordia, invece, è piuttosto rachamim, l’amore viscerale che trova in italiano corrispondenza con la menzione del cuore. Chesed è piuttosto il favore non dovuto, la benevolenza o clemenza non obbligata verso chi è nel bisogno. Ma poiché questi sono termini non molto popolari, ben vengano gli altri… tra i quali, allora, io avrei mantenuto la traduzione misericordia, come più intensa nel suo significato, piuttosto che passare ad un più sbiadito amore.