
Il film dei film è I Dieci Comandamenti di Cecil B. DeMille del 1956. Dura 220 minuti. Charlton Heston fu scelto per la parte di Mosè perché somigliava fisicamente al Mosè di Michelangelo. Yul Brinner ebbe la parte del faraone perché nella realtà era rasato come avrebbe dovuto essere nel film. Per il ruolo del villain, il ribelle Dathan, ci si era orientati su Jack Palance, ma stranamente il suo agente non voleva che l’attore avesse una parte così negativa; rifiutò quella parte, e tuttavia Palance rimase ugualmente imprigionato, a causa dei lineamenti e della voce, in ruoli da cattivo. La scelta si dirottò su un altro “cattivo”, Edward G. Robinson. E non dimentichiamo Vincent Price…

DeMille ingaggiò inoltre il vero esercito egiziano per realizzare la scena dell’inseguimento degli israeliti da parte di Ramesse. L’auriga del faraone era Abbas El Boughdadly, maggiore dell’esercito. Ci vollero 3 anni per avere la sceneggiatura, 2 anni di preparazione, 20.000 comparse e 15.000 animali. La scena di massa dell’uscita dall’Egitto è veramente epica. Ricordo che la ridisegnai (schematicaente, di più non so fare) per settimane, tanto mi era rimasta impressa.
Effetti speciali

Per realizzare la scena dell’apertura delle acque del Mare, si utilizzarono delle enormi vasche che si trovavano all’interno degli studi della Paramount. In esse furono riversati 300.000 galloni d’acqua (oltre un milione di litri).
L’immagine dell’acqua che cadeva fu poi proiettata al contrario, ottenendo l’illusione ottica che le acque si stessero ritirando. Per dare maggiore consistenza alle pareti d’acqua, ispessirono l’acqua con della gelatina. Steven Spielberg, allora giovanissimo, rimase impressionato da questa scena.

Le piaghe d’Egitto non furono rappresentate tutte. Nella scena in cui il Nilo diventa di sangue, l’effetto fu ottenuto da un addetto sommerso nelle acque con una canna da giardino. Appena John Carradine / Aronne colpì l’acqua con il bastone, l’addetto fece uscire dalla canna da giardino un getto di vernice rossa.

Per la grandine infuocata furono fatti cadere dal cielo dei pop-corn, in realtà gettati da assistenti posti sopra una pedana; l’animazione del fuoco fu aggiunta in seguito. Anche la piaga delle rane era stata messa in scena alla perfezione, con Anne Baxter inseguita dagli animaletti. Tuttavia fu cancellata perché sarebbe risultata troppo comica.

Per la realizzazione della scrittura delle Tavole della legge, un addetto agli effetti speciali si trovava dietro la parete su cui i Dieci Comandamenti venivano scolpiti dalla Colonna di fuoco. Ogni volta che la fiamma divina si vedeva colpire la parete, l’addetto faceva esplodere della polvere da sparo, ottenendo l’effetto sonoro.
Il film vinse l’Oscar per gli effetti speciali.
I costumi

La scenografia fu accurata anche nella rappresentazione della sala del trono. I faraoni del film sono tre: Ramesse I il faraone dell’oppressione, Seti alla cui corte cresce Mosè e Ramesse II il faraone dell’Esodo. Ogni sovrano nel film ha una sala del trono diversa, a rappresentare la sua linea di governo: cupa è la sala di Ramesse I, luminosa quella di Seti, severa quella di Ramesse II.
Gli antichi egiziani portavano un pesante trucco sugli occhi, ma DeMille non ne volle far uso nella pellicola, sapendo che il pubblico non avrebbe accettato di vedere Mosè con gli occhi truccati.
I costumi vennero in seguito riutilizzati per il film Sinuhe l’egiziano ambientato alcuni anni prima rispetto al l’esodo, durante il regno di Akhenaton. Nel cast di Sinuhe figurano personaggi che hanno lavorato anche ne I dieci comandamenti. Ne riparleremo.