Lettura continua della Bibbia. Siracide: Franchezza e discrezione (cap. 19)

Franchezza e discrezione
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Siracide 19 6Chi domina la lingua, vivrà senza liti;
chi odia la loquacità, riduce i guai.
7Non ripetere mai la parola udita
e non ne avrai alcun danno.
8Non parlare né riguardo all’amico né riguardo al nemico,
e se puoi farlo senza colpa, non svelare nulla,
9poiché chi ti ascolta si guarderà da te
e all’occasione ti detesterà.
10Hai udito una parola? Muoia con te!
Sta’ sicuro, non ti farà scoppiare.
11Per una parola va in doglie lo stolto,
come la partoriente per un bambino.
12Una freccia conficcata nella coscia:
tale una parola in seno allo stolto.
13Chiedi conto all’amico: forse non ha fatto nulla,
e se ha fatto qualcosa, perché non continui più.
14Chiedi conto al prossimo: forse non ha detto nulla,
e se ha detto qualcosa, perché non lo ripeta.
15Chiedi conto all’amico, perché spesso si tratta di calunnia;
non credere a ogni parola.
16C’è chi scivola, ma non di proposito;
e chi non ha peccato con la sua lingua?
17Chiedi conto al tuo prossimo, prima di minacciarlo;
da’ corso alla legge dell’Altissimo.

Siracide 19: Franchezza e discrezione

Il Siracide torna su uno dei temi preferiti, l’uso della parola, ben consapevole del gran bene ma anche del gran male che può fare. Saper dominare la propria lingua è una dote preziosa, che semplifica la vita degli altri ma anche la propria. Il sapiente sa usare franchezza, parlando apertamente quando è il caso, e discrezione, mantenendo il riserbo su quanto gli viene confidato.

A questo proposito, è significativa anche la leggenda di re Mida, cui Apollo aveva inflitto la punizione di avere le orecchie di asino per aver dichiarato che Pan suonava meglio di lui. Per la vergogna, re Mida si copri la testa con un grande copricapo, ma quando ebbe bisogno di radersi dovette scoprirsi mostrando al barbiere le sue orecchie. Gli intimò di mantenere il segreto, pena la vita. Il barbiere non disse niente ad anima viva, ma non potendone più di tenere il segreto andò in un luogo solitario, scavò una buca in terra e vi gridò il segreto: “Re Mida ha le orecchie d’asino!”. Nessuno lo udì, ma in quei pressi crescevano delle canne che, come si sa, sono cave. Raccolsero il grido, se lo passarono e lo diffusero ovunque, reiterandolo: “Re Mida ha le orecchie d’asino… Re Mida ha le orecchie d’asino!”. Così, tutti lo seppero.

Ovvero: la prudenza non è mai troppa anche quando si tratta di riservatezza. Lo esige il rispetto degli altri…