
La seconda tappa della Camminata francescana per Piombino è al Rivellino. In quei pressi sorgeva, nel Quattrocento, un palazzo oggi non più esistente, il Palazzaccio. In esso trovarono dimora i francescani dopo la demolizione del loro primitivo convento perché non servisse più da quartier generale di eventuali assedianti. Vi era rimasta la sola chiesa, officiata da pochi frati nativi del posto che dimoravano nelle proprie case. Ma il potenziamento difensivo mediante la costruzione delle fortificazioni isolò ulteriormente il luogo addossando al Rivellino un fossato con ponte levatoio. Inoltre, per evitare che divenisse ricettacolo dei corsari turchi che battevano la costa, il complesso francescano fuori le mura fu demolito definitivamente. Jacopo V «fece percuotere et fare mettere a terra […] la chiesa et convento del glorioso Santo Francescho fora della terra di Piombino».
Sentiamo come è stata condotta la riflessione in questa tappa.
Palazzaccio, presso Porta a Terra

“Con la distruzione del convento fuori le mura, i frati pellegrinarono per diversi decenni in abitazioni di fortuna o in luoghi messi a disposizione dalla stessa cittadinanza. Uno di questi fu il “Palazzaccio”, vecchio palazzo di proprietà del signore di Piombino, che era servito come sede degli Anziani della città prima della costruzione dell’attuale palazzo comunale nel 1444.
Questo palazzo, di cui si sono perse memorie architettoniche, era situato nei pressi della Porta di Terra.
I frati stavano nei pressi di una porta. Alla periferia di una città si può essere un muro che impedisce di entrare, oppure una porta che permette l’incontro fra le persone, fra chi sta dentro e chi sta fuori.
La via di Francesco è una via di fraternità, per la quale nessun uomo è straniero, ma tutti sono fratelli e sorelle in quanto figli di un solo Padre”.
Dalle Fonti Francescane

“In quel tempo c’erano nella contrada di Monte Casale tre nominati ladroni, li quali faceano molti mali nella contrada. Li quali vennero un dì al convento de’ frati e pregavano frate Agnolo guardiano che desse loro da mangiare. E ‘l guardiano rispose loro in questo modo, riprendendoli aspramente: “Voi, ladroni e crudeli e omicidi, non vi vergognate di rubare le fatiche altrui. E oltretutto, come presuntuosi e isfacciati, volete divorare le limosine che sono mandate alli servi di Dio, che non siete neppure degni che la terra vi sostenga, perché voi non avete nessuna reverenza né a uomini né a Dio che vi creò. Andate adunque per li fatti vostri, e qui non apparite più”. E quelli turbati, partirono con grande sdegno.
Ed ecco santo Francesco tornare di fuori con la tasca del pane e con un vaselletto di vino ch’egli e ‘l compagno aveano accattato. E raccontandogli il guardiano com’egli aveva cacciato quegli uomini, santo Francesco fortemente lo riprese, dicendo che s’era comportato crudelmente. “Perché quelli uomini si riconducono meglio a Dio con dolcezza che con crudeli riprensioni. Il nostro maestro Gesù Cristo, il cui evangelo noi abbiamo promesso d’osservare, dice che non sono i sani ad aver bisogno del medico ma gli infermi, e che non era venuto a chiamare li giusti ma li peccatori a penitenze. Per questo tante volte egli mangiava con loro.
Perciò, io ti comando per santa obbedienza, che immediatamente tu prenda questa tasca del pane e questo vasello del vino, e va’ loro dietro sollecitamente per monti e per valli tanto che tu li truovi, e presenta loro tutto questo pane e questo vino per mia parte. E poi t’inginocchia loro dinanzi e di’ loro umilmente tua colpa della crudeltà tua, e poi li priega da mia parte che non facciano più male, ma temano Iddio e non offendano il prossimo. E s’e faranno questo, io prometto di provvederli nei loro bisogni e di dare loro continuamente e da mangiare e da bere. Quando tu avrai detto loro questo, ritornati in qua umilmente.”
Mentre che il detto guardiano andò a fare il comandamento di santo Francesco, egli si puose in orazione e pregava Iddio ch’ammorbidasse i cuori di quelli ladroni e convertisseli a penitenza”.
Stacco Musicale. Fratello Sole e sorella Luna
Raccontano le Fonti che i tre ladroni, non solo si convertirono a vita onesta, ma furoni accolti nell’Ordine diventando anch’essi frati minori. Come in ogni frate è nascosto un brigante, poiché tutti siamo peccatori, così in ogni brigante è nascosto un frate, perché tutti siamo figli del Padre celeste.
Francesco ci mostra la fraternità come via per costruire una nuova civiltà.