
Un po’ meno Halloween, mi pare, nell’aria. A distanza di pochi giorni dalla macabra festa di importazione americana, molte vetrine di negozi hanno palesemente rinunciato ad esporre addobbi di Halloween. Ci sarà la Notte Oscura, ci saranno i bambini che usciranno mascherati. Ma non se ne ha tanto sentore. Forse è venuta a noia? Forse la moda sta cambiando?
Non so come sia nelle altre città; qui mi sembra che la festa si sia un po’ infiacchita. Del resto, persino una festa commerciale, per reggere, dovrebbe avere anche un certo significato. Prendiamo le feste civili: sono tutte celebrative di un evento o di un valore, perciò riflettono il messaggio in vista del quale si ritiene doveroso fare la celebrazione. Il 2 giugno, ad esempio, o il 1° Maggio. Le altre feste sono quelle religiose, anche se incidono sempre meno nel tessuto sociale in cui viviamo. Natale, Pasqua, sono vissute come feste commerciali, consumistiche, che di religioso hanno ben poco. Qual è la veste assunta oggi dal Natale? Quella di un vecchietto che se ne sta al Polo Nord con gli elfi e le renne per preparare i regali ai bambini. Non un gran che, vero? Però un messaggio di riunione familiare e di solidarietà con i poveri resta comunque. Qual è la forma assunta dalla Pasqua? Quella del coniglietto pasquale (anche questo di derivazione statunitense) che porta le uova… Ancor più miserella, se vogliamo; ma almeno il senso della vita che rinasce rimane. Ma qual è il messaggio di Halloween, in nome del Cielo? Esorcizzare lo spavento con lo spavento? Mescolare il mondo dei morti con quello dei vivi? A far che?