Frammenti di vita alvernina (57). Un governo illuminato e le innovazioni alla Verna

Un governo illuminato
Foto da me rielaborate con AI tramite www.gemini.google.com

L’ultimo quarto del secolo XVIII è segnato dal gioverno “illuminato” dei Granduchi e dalle innovazioni che riguardano anche la Verna.

Per gli anni precedenti, c’è da ricordare che nell’agosto 1764 visita la Verna S. Teresa Margherita Redi, prima di entrare al Carmelo di Firenze (VdV II, 1937, n. 2), e che nel maggio 1765, il giorno della Vigilia di Pentecoste, vi si tiene la Congregazione Generale Cismontana alla Verna (Monte Santo p. 134).

Il 17 maggio 1767 muore Sr. Bartolomea Barboni Terziaria, nata “nel 1701 alla Beccia nell‘Ospizio della Compagnia per le Donne, dove i di lei genitori facevano da Casieri per ricevere le Signore, ed altre donne che venivano a visitare il Santuario”. Fu sempre assidua all’orazione e rigorosa nella penitenza, esemplare nella carità sviscerata verso i poveri (Monte Santo p. 127 s.).

Piccole acquisizioni

Nello stesso anno 1767 vengono posizionati i due pilastrini della scala di accesso al Romitorio nella cappella Loddi (appunto manoscritto, raccoglitore 48^), e si fornisce di arredi di noce la piccola sacrestia delle Stimmate grazie all’opera di un Religioso laico (Monte  Santo p. 97). Nel 1770 la Compagnia dello Spirito Santo fornisce quattro Piviali di seta (Monte  Santo p. 136), nel 1771 si rifanno per metà i Banchi della Biblioteca (MdC p. 49). Il 4 giugno dello stesso anno si tiene il Capitolo Provinciale alla Verna (Catalogo p. 78).

Nell’aprile del 1772 si acquista un libro importante: “Per un libro di Anotomia p. F. Diego lire otto”. F. Diego da Montecoronaro è al momento il bibliotecario, poi diverrà lo Speziale della Verna. Nello stesso anno si rifanno all’Organo 15 contrabassi di legno, la voce umana e si aggiungono due registri, cioè tromboni e cornetta.

L’Organo che stava in coro, essendo scomodo da trasportarsi, viene venduto per 50 scudi alla chiesa dei Cappuccini di Pieve S. Stefano, “e in luogo di questo ne fu provvisto un cembalo assai raro con due tastiere e cinque Registri e rifatto altro Organo assai comodo, opera del Sig.re Arcangiolo Filigiotti, con sua cassa e ornamenti” (MdC p. 50).

Si acquista un vocabolario della Crusca in 4 tomi (MdC p. 45).

Ma quel che sta accadendo a Firenze in quegli anni avrà influenza anche su tutta la vita della Verna.

14 marzo 1771: Soppressione dell’Arte della Lana

Soppressione dell'Arte della Lana
Lo stemma dell’Arte della Lana. Domaine public, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=942015

La vita alla Verna trascorre tranquilla fra tanti piccoli lavori, ma qualcosa sta cambiando al di fuori. La dinastia dei Medici si è estinta da trent’anni con la morte di Gian Gastone e al suo posto sono succeduti i Lorena. Nel 1765 è salito al trono Pietro Leopoldo I, un sovrano “illuminato” cioè facente parte di quella corrente detta “despotismo illuminato” che manteneva la concezione del sovrano come monarca assoluto ma ne faceva un promotore di riforme alla luce dei princìpi dell’Illuminismo. Alla Verna se ne accorgeranno bene: a partire dalla soppressione dell’Arte medievale della Lana.

Un piccolo segno che i tempi stanno cambiando? Nel 1769 si introduce l’uso del tovagliolo in Refettorio grazie al guardiano P. Giovan Battista di Prato (MdC p. 47). Per noi una cosa da niente, semplicemente scontata, ma all’epoca… Il tovagliolo, infatti, era usato soprattutto nelle casi nobiliari a scopo decorativo. I frati lo utilizzano invece per veri motivi di igiene.

Risponde ai principi moderni di un governo illuminato la soppressione delle vecchie Corporazioni medievali. Così, il 14 marzo 1771 entra in vigore un rescritto di Pietro Leopoldo I: l’Arte della Lana, “tanto benemerita del Santuario”, viene aggregata alla Camera di Commercio di Firenze, che riceve i diritti dell’Arte sopra la Verna (MdC p. 51; 68). Ha così termine un rapporto durato quasi tre secoli e mezzo.

Visite granducali

Un governo illuminato

Pur essendo, come vedremo, un propugnatore di riforme laiciste in senso illuministico, il granduca Pietro Leopoldo I Asburgo – Lorena dimostra di essere un grande amico della Verna, visitandola più volte. La spezieria è al centro dell’attenzione.

Il 20 giugno 1773 S.A.R. Pietro Leopoldo I granduca di Toscana, giungendo da Camaldoli “per la disastrosa via della Badia a Prataglia”, pernotta alla Verna, assiste alla Messa alle Stimmate alle 6.00 e visita le cappelle e il Romitorio, il convento “e segnatamente la spezieria coll‘infermeria, noviziato”, sagrestia, foresteria delle donne, refettorio e canova; assiste al Vespro e partecipa alla processione. Parte il 21 giugno lasciando al convento 30 zecchini romani e altri 6 da darsi ai poveri (MdC p. 53). Le visite granducali si ripeteranno.

1774: Nuove norme granducali sul noviziato

Il Ministro Provinciale P. Lodovico di Celle ricorda al Guardiano che per ordine del Granduca di Toscana i novizi devono avere almeno 18 anni compiuti e non possono professare se non hanno compiuto almeno 24 anni (Filza IV n. 103; cfr. CD p. 265 n. 209). Siamo ancora agli inizi del governo “illuminato” di Pietro Leopoldo I, che vuol fare della Toscana uno stato moderno: sarà il primo, infatti, ad abolire la pena di morte.

20-22 Giugno 1774: Nuova visita alla Verna di S.A.R. Pietro Leopoldo Granduca di Toscana (MdC p. 54).

21 maggio 1775: Nevica alla Verna e sui monti vicini! (Annotazione sul primo foglio bianco dei Discorsi del Mattioli).

Una tinozza per la Spezieria

Nei secoli passati si riteneva che il bagno dovesse avere un potere terapeutico, per questo alla Verna viene acquistata una tinozza per l’Infermeria. Immagine di repertorio

Nel 1775 Si spendono per la ristrutturazione della Spezieria £ 169, soldi 13, denari 4 (Filza VIII n. 10; Lib. Amm.). Il 30 aprile 1776 si acquista a Firenze, al prezzo di £ 98, una tinozza di rame per la Spezieria (Libr. Amm.). A proposito di tale acquisto lo Speziale annotò sul risguardo in fondo al Teatro Farmaceutico del Donzelli: “et è un benefizio stabile che durerà molto tempo se ne sarà tenuto di conto”. Un lusso riservato agli infermi.

30 aprile 1776: Lo speziale è ancora F. Angelo da Montemignaio (Libro Amm.).

“Adì 6 Agosto 1776 – Verna

Qui in Spezieria fu fatta un‘operazione di depressione di cataratta al S.no Francesco Antonio Laioli, e l‘operazione fu fatta dal Sig.re Lorenzo Nannoni figlio del Sig.re Angelo Nannoni pubblico mastro di chirurgia in lo Regio Spedale di Santa Maria Nova di Firenze” (Annotazione sul risguardo in fondo al Teatro Farmaceutico del Donzelli). I sig.ri Lorenzo e Angelo Nannoni sono autori di testi di medicina, uno dei quali conservato nella biblioteca della Spezieria della Verna.

1777: Altri lavori

“Fu risarcita la Cappella degli uccelli, la statua del S. Padre e dipinta la stessa Cappella dal Ravagli che fece anche l‘ornamento alle porte del Coro e al Tabernacolo dell‘olio Santo in Coro” (MdC p. 59)

“Fatto di pietre conce tutto il focolare della Cucina dell‘Infermeria”; aggiunto un registro intero di trombe all’Organo; provveduta la Spezieria di vetri (MdC p. 59- 62).