
Carneade, chi era costui? Almeno don Abbondio, quando incappò in questo nome leggendo il panegirico di S. Carlo Borromeo, aveva una pallida idea – anche se non troppo – di chi si trattasse: “questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?” (Promessi Sposi, VIII).
Diversi dovevano essere i pensieri di Donald Trump quando ha sentito pronunciare il nome di Tucidide dal presidente Xi durante la sua visita in Cina. Diversi, perché la sua memoria doveva essere al buio: non vi può essere un richiamo di memoria in presenza di una ignoranza assoluta. La sua espressione è eloquente.
Non commento politicamente l’incontro, riguardante una situazione delicata e difficile vertente su Taiwan, sull’Iran e sugli interessi economici dei due colossi mondiali. Ma ho l’impressione che Xi si sia divertito ad infliggere a Trump uno schiaffo morale: un cinese, colto che sia, che richiama ad un occidentale il pensiero di uno storico greco, ed anche a proposito, se si pensa ai rapporti fra Atene e Sparta come antesignani del rapporto bilaterale fra uno stato emergente e uno egemone, Cina e Usa.
Del resto, non credo che sia a conoscenza di Tucidide la maggioranza degli europei, anche se figli della cultura greca e degli schemi culturali e di pensiero greci, sempre più remoti da noi. E pensare che quando nacque la televisione italiana uno sketch famoso di Walter Chiari era quello della maschera che quando scoppia un incendio al cinema avverte: “Eschilo Eschilo signori, che qui si Sofocle, e stiano attenti che le scale sono Euripide, e se caschi Tucidide…”!