
Sono troppo giovane per aver visto al cinema i film con Stanlio e Ollio. Le loro 106 pellicole sono state prodotte in buona parte ai tempi del muto (più di una trentina dal 1921 al 1929). L’ultimo film, unanimemente ritenuto però scadente per la sceneggiatura, gli attori di contorno e le cattive condizioni di salute di Stan Laurel, risale al 1951, dopo una lunga interruzione dal 1945: Hollywood, alla fine, li mise in disparte.

Ma la Rai Tv nascente trasmetteva sempre i loro film il pomeriggio, e sono film che pur nella loro ingenua comicità non stancano mai. I due avevano saputo anche affrontare disinvoltamente il passaggio dal muto al sonoro, che aveva mietuto molte vittime fra gli attori, ma non loro. La loro comicità aveva consentito un passaggio senza scosse: anzi, Oliver Hardy si era scoperto una bella voce tenorile che avrebbe saputo sfruttare nel cinema sonoro. Nello splendido doppiaggio italiano di Alberto Sordi la voce è di basso, ma nell’originale americano è di tenore.
Il doppiaggio: Sordi e Zambuto

Sordi fu scelto proprio per la sua interpretazione della canzone “Vedono gli asini che volano nel ciel”:
Ecco l’originale inglese, completamente diverso:
I due doppiatori hanno indubbiamente contribuito all’enorme successo di Stanlio ed Ollio in Italia. Ma perché li doppiavano con quell’accento, visto che nell’originale inglese la voce dei due attori è normale?
Il fatto è che nel 1929, cioè agli esordi del sonoro, il doppiaggio non era stato ancora inventato, ed erano gli stessi attori a girare il film in varie lingue, parlandole come potevano (in inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano). Ogni film veniva quindi girato cinque volte, e gli attori secondari erano ogni volta sostituiti da attori madrelingua, mentre Stanlio e Ollio, che non conoscevano le lingue straniere ma non potevano essere sostituiti, leggevano le battute sul “gobbo” che avevano davanti, storpiandone tutti gli accenti.
L’effetto era, seppure involontariamente, così comico, che quando nel 1933 si introdusse il doppiaggio fu deciso di mantenere l’accento inglesizzato. Dal 1939 al 1950 i doppiatori italiani furono la straordinaria coppia Sordi – Zambuto che però apportarono delle modifiche ai toni di voce: Sordi trasformando la voce di Ollio dal tenorile al basso, Zambuto usando una voce molto acuta che nei momenti di emozione sfociava nel falsetto. E pensare che Zambuto, che poi si trasferirà negli Stati Uniti, era docente universitario di fisica e ingegneria elettronica…
Film sonori

Il primo lungometraggio sonoro da protagonisti fu Muraglie nel 1931, un grande successo di botteghino. Altre pellicole famose sono I due Legionari (1931), La Scala Musicale che vinse addirittura un Oscar (1932), I Figli del Deserto (1933).
Fra Diavolo (1933), dall’operetta omonima di Auber, è forse il mio preferito: la voce cantante di Fra Diavolo in italiano è quella di Tito Gobbi.
Lord Rocburg è il celebre caratterista James Finlayson dallo strabismo enfatizzato (lo ricorderete senz’altro), e nonostante la precisa trama narrativa sono molti gli sketch comici che si susseguono come “Naso nasino nasello” e “Menadito”.
In un certo senso, le comiche di Stanlio e Ollio sono state le mie compagne di crescita…