
Ma ci rendiamo conto? Diviene virale la foto di un soldato israeliano che vandalizza un Crocifisso (una statua, sia chiaro), e l’IDF fa una verifica, la dichiara autentica e annuncia provvedimenti contro il militare colpevole di questo atto di vilipendio. È avvenuto nel villaggio cristiano di Debl, nel sud del Libano. Il comando militare definisce il gesto incompatibile con i principi delle forze armate israeliane. «La condotta del soldato è totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle truppe».
Interviene il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa’ar. «Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato dell’Idf nel sud del Libano è un atto grave e vergognoso. Questa azione vergognosa è totalmente contraria ai nostri valori. Israele è un Paese che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri, e promuove la tolleranza e il rispetto reciproco tra le fedi. Ci scusiamo per questo incidente e con ogni cristiano che si è sentito ferito».
Interviene persino Benjamin Netanyahu «sbalordito e rattristato»: «tutte le religioni fioriscono nella nostra terra e consideriamo i membri di tutte le fedi come uguali nella costruzione della nostra società». Tajani condanna l’episodio come esempio di «un violento accanimento contro i cristiani che in Medio Oriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più».
Bene. La linea è quella seguita nel caso del card. Pizzaballa, che fu fermato il Giovedì Santo mentre si recava privatamente e senza assembramenti al S. Sepolcro. Incidente diplomatico, scuse del presidente israeliano, tempo qualche ora e arriva l’autorizzazione da Netanyahu – non necessaria del resto, perché Pizzaballa non creava nessun assembramento e non violava nessuna norma di sicurezza.
Stessa cosa, sul versante americano, quando papa Leone è stato insultato da Trump per le parole di pace da lui pronunciate e che Trump (e per una volta, grazie alla sua coda di paglia, ci ha azzeccato) ha sentito rivolte contro di sé. Apriti cielo! Un sommovimento planetario, anche da parte del governo italiano.
Ma ci rendiamo conto? Una statua non si tocca, un cardinale non si tocca, un Papa non si tocca, ma nei territori di guerra i civili possono essere impunemente massacrati senza che la politica mondiale muova un dito o dica una parola? Non l’abbiamo imparato, proprio dalla Bibbia, che l’immagine viva di Dio si trova in ogni essere umano, e non nelle statue o nei leader religiosi? Chi è il vero Crocifisso, un pezzo di legno, un cardinale, un Papa o le vittime della guerra?