
A fine Trecento la Verna sta acquistando sempre maggiore importanza come santuario, ma paradossalmente il fervore sta calando, come dimostrerà lo stato in cui si trovano le Cinque Celle. Il 1° dicembre 1392 il Papa concede alla chiesina di S. Maria degli Angeli l’indulgenza della Porziuncola per il 17 settembre (Splendor Paternae Gloriae). A fine secolo, nel Capitolo provinciale celebrato a Figline, la Verna iviene Casa di noviziato per i nove conventi della Custodia Aretina: La Verna, Arezzo, Cortona, S. Margherita, Castiglion Aretino, Poppi, Lucignano, Montevarchi, Ganghereto. Il Vicario è F. Antonio da Bagno, il Maestro dei novizi è F. Luca da Biforco.
A fine Trecento: la Cappella del Cardinale

Deve risalire alla fine del Trecento la costruzione di una cappella sul luogo della prima cella di S. Francesco: nella cappella superiore detta del Cardinale viene sepolto Galeotto di Pietramala morto in Francia nel 1398; sarà poi dedicata, nel 1669, a S. Pietro d’Alcantara[1], mentre quella inferiore, su richiesta del B. Mariano da Lugo, sarà dedicata a S. Maria Maddalena.
Nella tarda primavera del 1398 il cardinal Galeotto morì di calcolosi renale a Vienne, nel Delfinato, dove si trovava in missione per conto di Benedetto XIII. Il corpo fu trasportato in nave fino ad Avignone, dove si svolsero le esequie solenni. Fu poi sepolto, per sua volontà, nella cappella edificata nel santuario francescano della Verna, cui era legato da profonda amicizia.
Doni alla Verna
L’Inventario di tutte le cose e beni appartenenti alla Verna del 10 luglio 1432 (Archivio della Verna, filza VII n. 9) segnala presenti nella sacrestia come doni del Cardinale da Pietramala:
- «Una croce d’ariento grande con piedistallo, elle sante Marie dal lato, la quale dissono vi lasciò il cardinale da Pietramala;
- Bacino, cioè uno bacino e due ampolle, ogni chosa d’ariento, e nel bacino allarme del sopradetto Cardinale;
- Una navicella d’ariento e il chuchiaio con detta arme;
- Una terribile [un turibolo] d’ariento fornito [completo, quindi con navicella] lasciò il detto Cardinale;
- Tonicella di brochato bianco con brusti rossi a liopardi e foglie: donò, dissono, il cardinale da Pietramala; erano a suo dosso».
[1] Si può asserire, con fondamento, che la cappella sia stata edificata non alla fine del Quattrocento, come dicono gli storici della Verna dall’Ottocento in poi, ma alla fine del Trecento: infatti, “durante ancora lo scisma” d’Occidente, cioè prima del 1415, vi fu portato il corpo del card. Galeotto Tarlati di Pietramala morto nel 1398 ad Avignone.
Se foste saliti alla Verna…
Se foste saliti alla Verna negli ultimissimi anni del Trecento, avreste finalmente potuto vedere, nel luogo da cui si scende al Sasso Spicco, una nuova costruzione sorgere là dove la tradizione indicava essere stata la Prima Cella di San Francesco. È una curiosa cappella a due piani, l’inferiore dedicato alla Maddalena, il superiore intitolato originariamente alla memoria del cardinale Galeotto di Pietramala. Avreste potuto entrare nelle due cappelle e pregare.