
“Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!” (1Corinzi 9,24).
È sorprendente come nella Bibbia ci sia posto perché tutti vi si possano riconoscere: anche chi pratica sport. Infatti l’apostolo Paolo, di tradizione ebraica ma di cultura greca, scrivendo agli abitanti di Corinto, città presso la quale si svolgevano i Giochi istmici che si alternavano ogni due anni alle Olimpiadi, pensa bene di usare la metafora sportiva, dove la gara atletica è figura della vita cristiana. Né metafora fu più appropriata per descrivere Fabio Quilici, figura di spicco del panorama sportivo piombinese e toscano. E questa è stata la prima lettura biblica scelta per lui alla Messa delle esequie. Ed ha rincarato la dose P. Federico nell’omelia, citando il motto delle Olimpiadi: “Citius, Altius, Fortius – Communiter” (“Più veloce, più alto, più forte – insieme!”).
Fabio Quilici: un educatore
La chiesa dell’Immacolata era stracolma di gente venuta per dargli l’ultimo saluto su questa terra, e – cosa notevole – era gente di tutte le età: dai veterani amici di una vita agli adulti che aveva curato nella loro preparazione atletica ai giovanissimi sportivi che ancora fino a pochissimo tempo fa seguiva in veste di Presidente del centro di atletica di Piombino. Commossa e profonda la rievocazione che di lui, prima della Messa esequiale, ha fatto Stefano Tamburini, sottolineando di lui non tanto gli aspetti tecnici quanto il suo profilo quale educatore di tanti giovani ad uno sport che fosse veramente uno strumento di crescita per la vita; uno sport dove non c’era l’avversario ma il compagno, dove non c’era chi arrivava ultimo ma al massimo chi arrivava dopo… ma arrivava, e per questo doveva essere apprezzato e seguito.
Una bella figura di educatore con la sua bella famiglia che adesso, colpita dal lutto, si stringe insieme in mezzo alla solidarietà della comunità cittadina: anche il Sindaco ha voluto partecipare alle esequie. Un omaggio ad una persona che, diceva Tamburini, non è stato solo un atleta e un allenatore. È stato un educatore. E non è stato solo un uomo buono. È stato un uomo giusto.