Camminata francescana

Camminata francescana

Chi si fosse aggirato la mattina di sabato 27 giugno 2026 per le strade del centro storico di Piombino avrebbe potuto osservare un gruppo stranamente assortito di persone dagli uno agli ottantotto anni percorrere insieme quelle stesse vie, e non a caso ma seguendo un itinerario, accomunati da un foulard giallo: chi lo portava al collo, chi sul capo, chi come bandana, chi attaccato alla borsa… Un gruppo tra lo sciamannato e l’organizzato, che gente era? Era il gruppo della parrocchia francescana dell’Immacolata – e non solo – che ripercorreva la Via di Francesco ricordando le origini di Via San Francesco. Questa infatti fu inaugurata precisamente cento anni fa, il 27 giugno 2026, in occasione del Settimo Centenario del Transito del Poverello di Assisi. Cento anni sono passati, siamo a celebrare l’Ottavo Centenario di un Santo indimenticabile, ed a seguirne le orme…

27 giugno 1926: Inaugurazione di Via San Francesco a Piombino

In quel giorno di cento anni fa, una folla immensa al limite dell’inimmaginabile e dell’impossibile riempiva, strabordava da Via San Francesco, certamente con somma consolazione dei Padri francescani che vedevano in una città anticlericale per eccellenza onorare con tanto slancio il loro Santo fondatore. Erano i tempi del P. Giustino Senni, e molta parte della popolazione si era riconciliata con la fede grazie ad un fraticello così vicino ai poveri da immedesimarsi con loro e far parte con loro di tutto quanto aveva.

Camminata francescana

Camminata francescana
Si parte… All’inizio è facile, tutto in discesa

In tempi profondamente mutati, ma con lo stesso desiderio di portare il messaggio francescano, i frati dell’Immacolata hanno promosso questo itinerario di ricordo dell’evento – e non solo.

La prima tappa – al fresco – è all’ombra delle mura leonardesche. Qui, in un luogo non ben precisato, i francescani, che erano presenti a Piombino fin dal XIII secolo, ebbero il loro primo convento della cui ubicazione si ha un ricordo almeno approssimativo. Se non che, di questo convento non è rimasta traccia. Infatti, seriamente danneggiato nel 1448 durante l’assedio del re di Napoli Alfonso d’Aragona, lo stesso signore di Piombino, Rinaldo Orsini, lo fece demolire negli anni seguenti, per impedire che venisse usato come avamposto dai nemici in futuri attacchi contro la città. Vedremo in seguito quali siano le riflessioni che i vari luoghi hanno ispirato.

Camminata francescana

Seconda tappa: Rivellino, a ricordo del Palazzaccio, sede degli Anziani della città prima della costruzione del palazzo comunale nel 1444. I frati vi avevano trovato dimora dopo la distruzione del convento fuori le mura, ma anche di questo non è rimasta alcuna memoria architettonica.

Camminata francescana

Nel tragitto verso la terza tappa, un colpo di fortuna. Incontriamo Mauro Carrara in persona, lo storico di Piombino per eccellenza, grazie al quale si possono attingere le informazioni più precise sulla storia della città. Ci rivolge parole di saluto e di incoraggiamento…

… lui che è, dice, piombinese da sette generazioni!

Terza tappa: una formella del 1442 in Via del Fossato riproduce il Trigramma bernardiniano IHS sopra l’immagine di un Pellicano, simbolo eucaristico. Purtroppo l’immagine da lontano è poco decifrabile, ma ci parla delle tipiche devozioni francescane all’Eucaristia e al Nome di Gesù. Altre ve ne sono, sparse per il centro storico.

Camminata francescana

Ad ogni tappa Christine e Barbara, con squisita maestria, suonano brani del repertorio francescano.

Presso il mare, in contemplazione del Creato, Christine e Barbara suonano il Cantico delle Creature di Mancinoni

Quarta tappa: in Piazza dei Grani, presso l’antico monastero di Clarisse annesso alla chiesa di S. Antimo sopra i Canali, si fa memoria del monastero di S. Giustiniano, presso il quale verso il 1482 i frati trovarono dimora, sul promontorio, lungo il mare.

Camminata francescana

Quinta tappa: presso la chiesa della Misericordia finalmente i frati poterono rimanere per alcuni secoli, dal 1557 al 1806, finché le soppressioni napoleoniche non confiscarono il convento allontanandone i frati. Alla chiesa della Misericordia era annesso dal 1570 anche l’ospedale dei Fatebenefratelli.

E, con l’ultima sosta ai piedi di Via San Francesco, il gruppo si appresta a fare ritorno, proprio per la strada che fu inaugurata cento anni fa, al convento sulla collina che i frati minori avevano ricostruito ai primi del Novecento…

Il 4 novembre 1926 fu posta all’inizio della strada una statua di San Francesco, opera dell’artista Corrado Vigni
Camminata francescana

… dove la camminata francescana si conclude. Si conclude con un canto ed un piccolo rinfresco, con tanti ringraziamenti alle due musiciste che con la loro arte, un’arte appassionata, hanno animato significativamente il percorso. E non dimentichiamo un ringraziamento agli organizzatori ed anche – come argutamente notava un interessato – ai “portatori sani di leggio” che, senza essere personalmente intaccati dalla musica, hanno trascinato per tutto il tragitto i leggii per gli spartiti musicali necessari a Christine e Barbara. Grazie!