
Simone Maccabeo: Un periodo di pace
Il capitolo 14 inizia con la notizia dell’imprigionamento di Demetrio II dal parte del re dei Parti Arsace VI. Questo fatto, almeno dal punto di vista dell’autore, procura un lungo periodo di pace ai Giudei, sotto il governo di Simone, fondatore della dinastia degli Asmonei, nei cui confronti lo scrittore si lancia in un lungo panegirico (vv.4-15).
Subito dopo riprende il racconto storico con il testo di una nuova lettera in cui gli spartani salutano l’ascesa al trono di Simone Maccabeo. Segue una missiva «incisa su tavole di bronzo» spedita a Simone dal Senato romano,che lo appella «Sommo Sacerdote in Asaramel» (14,27). Questa parola, che ricorre solo qui in tutta la Bibbia, potrebbe essere la trascrizione dell’ebraico Sar ‘am El, “Principe del popolo di Dio” (ma sarebbe l’unica volta in cui compare nel libro il nome di Dio), oppure di Hasar ‘am El, “Atrio del popolo di Dio”, probabilmente confondendolo con il nome della sua capitale. L’iscrizione viene apposta su colonne: Simone sta diventando un sovrano come quelli ellenistici.
Il capitolo 15 riporta un altro documento, inviato a Simone da Antioco VII, che si trovava in esilio «nelle isole del mare », più precisamente a Rodi. In esso manifesta la sua intenzione di strappare il trono paterno all’usurpatore Trifone, chiedendo per questo l’appoggio di Simone Maccabeo. Gli conferma perciò tutti i privilegi già accordati, e anche quello di battere moneta e di raccogliere un esercito proprio. Nel 138 a.C. Antioco VII fa ritorno in Siria ottenendo il consenso della popolazione che si ribella a Trifone, costretto a riparare a Dor, un porto palestinese.
Il console Cecilio Metello a Simone Maccabeo

Ma la narrazione si interrompe tornando ad un nuovo documento di Roma (16-21) firmato dal console romano Lucio Cecilio Metello. Questo è un piccolo anacronismo, perché Cecilio Metello era in carica nel 142 a.C. e il documento andrebbe messo immediatamente dopo il capitolo 14. Il testo, comunque, elenca una serie di sovrani ellenistici in buone relazioni con i Romani, tra i quali Attalo II di Pergamo, Ariarate V di Cappadocia, Arsace VI dei Parti e molte regioni dell’oriente (Caria, Samo, Panfilia, Licia, Rodi,..).