Rosi: un miracolo di sopravvivenza

Rosi: un miracolo di sopravvivenza

A volte ci sono salvataggi che lasciano stupiti da quanto sembrano impossibili. Come quello di Rosi: un miracolo di sopravvivenza. Quando a fine marzo la trovarono straziata e agonizzante, Rosi, ricoverarono la gattina del quartiere romano di Tor Tre Teste in un’ottima clinica veterinaria dove per la sua salvezza i medici si sono adoperati per oltre un mese. Per la sua salvezza si sono mobilitate migliaia di persone in tutta Italia, con aiuti concreti, ma anche con espressioni di solidarietà, con un movimento di opinione e con… sì, con preghiere.

Poi, Rosi è stata dimessa ed ha potuto andare “a casa”, una casa che non aveva mai avuto e che doveva essere una casa speciale, dato il suo stato di fragilità (molto debilitata, magra, anemica) e la necessità di proseguire in un lungo percorso di terapie e controlli. Non bastava il buon cuore per accogliere Rosi; occorrevano anche precise competenze. La scelta è caduta su un cinquantaduenne di Pescara, Pierluigi, che è andato a prenderla e l’ha introdotta in casa sua, dove ha iniziato a regnare sovrana – perché questo sono i gatti per loro natura, sono re e regine con sudditi annessi.

Dopo un breve periodo di diffidenza, come da manuale, Rosi ha vinto le sue resistenze e si è avvicinata alle persone. Adesso è pienamente immersa nella sua nuova vita, corre, salta, fa i dovuti agguati, cattura le sue prede. Ha otto anni, quindi ha ancora molti anni di vita davanti a sé. Ha consumato una delle sue sette vite; gliene rimangono ancora sei o, come nella tradizione anglosassone, ancora otto!