
Siracide 44 1Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
dei padri nostri nelle loro generazioni.
2Il Signore li ha resi molto gloriosi:
la sua grandezza è da sempre.
3Signori nei loro regni,
uomini rinomati per la loro potenza,
consiglieri per la loro intelligenza
e annunciatori nelle profezie.
4Capi del popolo con le loro decisioni
e con l’intelligenza della sapienza popolare;
saggi discorsi erano nel loro insegnamento.
5Inventori di melodie musicali
e compositori di canti poetici.
6Uomini ricchi, dotati di forza,
che vivevano in pace nelle loro dimore.
7Tutti costoro furono onorati dai loro contemporanei,
furono un vanto ai loro tempi.
8Di loro, alcuni lasciarono un nome,
perché se ne celebrasse la lode.
9Di altri non sussiste memoria,
svanirono come se non fossero esistiti,
furono come se non fossero mai stati,
e così pure i loro figli dopo di loro.
10Questi invece furono uomini di fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate.
11Nella loro discendenza dimora
una preziosa eredità: i loro posteri.
12La loro discendenza resta fedele alle alleanze
e grazie a loro anche i loro figli.
13Per sempre rimarrà la loro discendenza
e la loro gloria non sarà offuscata.
14I loro corpi furono sepolti in pace,
ma il loro nome vive per sempre.
15I popoli parlano della loro sapienza,
l’assemblea ne proclama la lode.
Siracide 44: La storia della salvezza

Dopo aver elogiato la spiritualità dello scriba, ed aver descritto l’opera del Creatore nella natura, il Siracide cambia registro, passando a quella che è l’ultima parte del suo scritto, L’Elogio dei Padri. Lo annuncia già in 43,22, dichiarando: «Ci sono molte cose nascoste più grandi di queste; noi contempliamo solo poche delle sue opere. Il Signore infatti ha creato ogni cosa, ha dato la sapienza ai pii». La Sapienza di Dio, infatti, non opera solo nelle meraviglie della natura, ma anche nella storia di un popolo, Israele. È la prima volta che un libro sapienziale estende il suo sguardo alla storia. In una operazione inedita nella letteratura sapienziale, il Siracide illustra la storia della salvezza, mostrando come da Enoch fino al sommo sacerdote Simone, suo contemporaneo, la Sapienza di Dio brilli anche nelle figure storiche che rappresentano nel suo complesso le vicende del popolo.
Sono memorie del passato e del presente; la prospettiva messianica è praticamente assente nel Siracide. Che cosa si aspetta dal futuro? Per lui la storia della salvezza sembra concludersi in Simone quando nel giorno del kippur entra nel Santo dei Santi per ottenere la riconciliazione di Dio con il suo popolo. Dio si incontra nell’atto del culto che il popolo di Israele ha ricevuto dalla tradizione, conservato, celebrato e ritrasmesso. Lo ha fatto attraverso la fedeltà di questi uomini illustri, o gloriosi, come li chiama la traduzione greca, ma in ebraico l’espressione originale suonerebbe “uomini pii” La Gloria che in essi si celebra è non altro che la Gloria di Dio, tanto nella creazione che in loro, nella storia.