
Romani 11 1Io domando dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. 2Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio…
7Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti. Gli altri invece sono stati resi ostinati… 11Ora io dico: forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. 12Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità!
13A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, 14nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Santa è la radice
16Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato fra loro, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non vantarti contro i rami! Se ti vanti, ricordati che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
19Dirai certamente: i rami sono stati tagliati perché io vi fossi innestato! 20Bene; essi però sono stati tagliati per mancanza di fede, mentre tu rimani innestato grazie alla fede. Tu non insuperbirti, ma abbi timore! 21Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!
22Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; verso di te invece la bontà di Dio, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai tagliato via. 23Anch’essi, se non persevereranno nell’incredulità, saranno innestati; Dio infatti ha il potere di innestarli di nuovo! 24Se tu infatti, dall’olivo selvatico, che eri secondo la tua natura, sei stato tagliato via e, contro natura, sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!
Tutto Israele sarà salvato
25Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. 26Allora tutto Israele sarà salvato…
28Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, 29infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, 31così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
Santa è la radice

Di fronte al mistero del rifiuto che Israele ha opposto al Cristo, Paolo ribadisce che l’elezione di Israele non è stata inutile.
Innanzi tutto, non è stata la totalità di Israele a respingere il Vangelo, ma solo un gran parte, mentre una minoranza, tra cui lo stesso Paolo, l’ha accolto. Inoltre, il rifiuto di Israele è valso, nella storia della salvezza, all’accoglienza del Vangelo da parte dei pagani. È, infatti, avvenuto proprio così: è per il rifiuto di Israele che Paolo e i suoi collaboratori hanno iniziato ad evangelizzare i pagani. Da un male, insomma, per grazia di Dio, è venuto un bene. E se questo bene è venuto dal loro rifiuto, quanto maggiore sarà il bene che verrà dalla loro accettazione?
Anche Israele si ricrederà
In qualche modo infatti, almeno apparentemente, i pagani hanno preso il posto di Israele nel piano salvifico divino. Ma questo non sarà per sempre. Gli ebrei sono come l’olivo domestico nell’orto del Signore, di cui santa è la radice; è su questa che è stato innestato l’olivo selvatico, cioè il mondo estraneo a Israele. I pagani dunque non hanno alcun motivo di insuperbirsi: sono essi ad essere stati innestati nel popolo di Dio, non Israele che ne è la radice. E Dio, che non ha risparmiato i rami naturali, potrà a maggior ragione tagliare anche quelli innestati… Anzi, Dio potrà innestare di nuovo i rami originari.
Quando tutte le genti avranno conosciuto e accettato il Vangelo, allora anche Israele si ricrederà e sarà salvato. perché Dio è misericordioso e non abbandonerà il suo popolo. “O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! …Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen” (vv. 33.36).