A spasso con l’AI. Barabba (1961)

Barabba
Foto da me rielaborate con AI tramite www.gemini.google.com

Al film Barabba mi sembra quasi di aver partecipato anch’io. Non sul set del film, naturalmente; ma a distanza. Barabba, infatti, è rimasto famoso – oltre che per altri motivi – perché la scena della crocifissione fu girata precisamente durante l’eclissi totale di sole del 15 febbraio 1961. Io la vidi dalle finestre della scuola.

A quell’epoca nelle ore di lezione non ci si poteva allontanare dal banco, ma le circostanze eccezionali si fecero sentire anche a scuola. Ci consentirono di affacciarci alla finestra per vedere l’eclissi – e, francamente, ne valeva la pena. In quello stesso momento, a Roccastrada nel Grossetano, la troupe del film Barabba riprendeva la scena della crocifissione con il vero oscurarsi del sole a causa dell’eclissi.

Barabba

Ricordo che uno dei crocifissi svenne, per il freddo improvviso e l’emozione. Il sole che guardavamo era lo stesso, la troupe ed io.

Protagonisti

Questo è forse l’unico film in cui il sole in persona ha recitato nella parte di se stesso come guest star. Il resto del cast è di tutto rispetto: Anthony Quinn nella parte del protagonista Barabba e Vittorio Gassman come suo compagno di sventura. Jack Palance è il cattivo, anzi cattivissimo di turno (aveva rifiutato la parte del villain ne I Dieci Comandamenti, ma il karma non perdona…). Vi compaiono anche Ernest Borgnine, Silvana Mangano e Valentina Cortese, scusate se è poco…

Un caso curioso è quello di Arnoldo Foà che doppia magistralmente il protagonista Anthony Quinn / Barabba (nessun altro avrebbe potuto stargli alla pari), ma siccome interpreta anche la parte di Giuseppe di Arimatea non può dare voce a se stesso! Per cui, viene a sua volta doppiato, in questo ruolo di attore, da Riccardo Mantoni, il fratello del più celebre Corrado. Il doppiatore doppiato! Curioso…

Trama

La trama è tutta di fantasia. Barabba è un brigante di strada (nel greco dell’epoca, invece, il nome lestés indicava lo zelota, il terrorista, solo per il quale era prescritta la crocifissione) che attende di finire sulla croce quando, inspiegabilmente, il suo posto viene preso da un innocente, Gesù. Recidivo, viene catturato e processato. Ma essendo stato graziato non può più subire la condanna a morte. Perciò la pena gli viene commutata nell’ergastolo in una miniera di sale e zolfo in Sicilia. Qui, sopravvissuto a lungo come se fosse divenuto immortale, si trova ad essere compagno di sventura del cristiano Sahak / Vittorio Gassman.

Barabba

In effetti, mentre Sahak morirà martire, Barabba sopravvivrà a tutto, finché, divenuto cristiano, potrà finalmente prendere il posto di Cristo sulla croce restituendogli quella vita che con la morte di Gesù gli era stata donata.

Il film era ricavato da un romanzo dello svedese Pär Lagerkvist, che nel 1951 dopo aver pubblicato Barabba aveva vinto il premio Nobel per la letteratura. Alla sceneggiatura avevano lavorato niente meno che Diego Fabbri e Salvatore Quasimodo. Carlo Rambaldi alle sue prime prove aveva lavorato ad alcuni effetti speciali come manichini e orsi meccanici. Insomma, un signor film.