
Si parte per la Spagna. Questi appunti di viaggio riguardano la visita alle due comunità spagnole delle Clarisse missionarie del SS. Sacramento, a Illescas in diocesi di Toledo e a Palencia.
La visita è doverosa, oltre che un atto di fraternità, da parte della Provinciale Sr. Sara, accompagnata da tutto il Consiglio. Una bella occasione di ritrovarsi e di stare insieme
Appunti di viaggio: Illescas

Si atterra a Madrid, poi c’è da fare un po’ di strada in auto. Che sorpresa all’arrivo a destinazione! Un nido di cicogne. Le abbiamo viste anche in Romania.
La prima tappa è a Illescas, diocesi di Toledo. Tradizionalmente l’arcidiocesi di Toledo è la più importante del Paese e sede primaziale, cioè all’arcivescovo di Toledo spetta il titolo di Primate di Spagna.

A Illescas, le Clarisse missionarie svolgono un’attività pastorale parrocchiale che si occupa di tutte le fasce di età, dai bambini di 5 anni agli adulti. Seguono in modo particolare momenti di preghiera, accompagnamento dei giovani, visita agli anziani e ammalati, e tutto quello che comporta la collaborazione di un’attività pastorale parrocchiale.
Illescas è una cittadina spagnola di quasi 26.000 abitanti situata nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, il cui capoluogo è Toledo.
Toledo

Inevitabile la visita a Toledo, città di oltre 85.000 abitanti appartenuta all’antico Regno di Castiglia che aveva come capitale la città di Burgos. La città è attraversata dal fiume Tago. Allora, vi riemergono i ricordi di quando si studiava geografia fin dalle elementari?

La cattedrale di S. Maria, nata da un precedente edificio vescovile del tempo dei visigoti del VII secolo convertito in moschea, assume forma gotica con i lavori iniziati nel 1224.

Inconfondibili le forme slanciate verso l’alto.
La cattedrale accoglie il visitatore con le sue caratteristiche linee gotiche…

I suoi archi, le sue vetrate…

… il suo rosone…

…le sue sculture.

La costruzione fu terminata nel 1493. Ma nel XVI secolo e nei seguenti si iniziò a realizzare opere architettoniche, sculture e pitture secondo i gusti e gli stili delle diverse epoche.

Qui tutto è riempito con sontuosa ridondanza.

Questo è il retablo, o pala d’altare: come dice l’etimologia (retro tabulum [altaris]), una grande tavola destinata ad essere posta dietro l’altare.

Ecco, tanto per dare un’idea, questo è un semplice ostensorio…

E che dire dell’organo…

… o degli stalli del coro?
Si ha l’impressione che sulla primitiva struttura gotica si sia voluto intervenire con il più pesante – ma sempre splendido – barocco.
E per questa prima parte del viaggio basta così.